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Voler parlare di discriminazione sessuale in Italia con davanti agl’occhi i fatti delle ultime settimane è paragonabile ad un impegno enciclopedico. Inizierei dandoci come nazione una bella D  di DIRITTO: seguendo questo link troverete la proposta di legge presentata dall’on. Anna Paola Concia un anno fa, che introduce l’intolleranza sessuale come aggravante nei reati di violenza e motivati dall’odio, peraltro assolutamente in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea dove all’articolo 21 (capo III) si legge :

1.    “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”

Leggendo la proposta ci si accorge che sono meno di dieci parole da aggiungere a sei articoli già esistenti. Vorrei che il mio Presidente della Repubblica facesse trentuno ed oltre a ribadire pubblicamente l’anticostituzionalità di omofobia e xenofobia chiedesse alle Camere di velocizzarne l’approvazione, data la necessità evidente e qui torniamo alla A di AGGRESSIONE.Ho aperto questo blog convinta che ci sia bisogno di parlare di sesso, apertamente, per farne meglio, per il rispetto di chi lo fa diversamente dalla norma canonizzata per la riproduzione, che sia con cinghie o corde, con pvc, con la moglie, l’amante, con l’amante della moglie, con una persona del suo stesso sesso o più di una. La conferma l’ho avuta ad una cena estiva dove alla parola omosessuale le mie orecchie hanno dovuto sentir associate ancora espressioni come “che schifo” o “malattia”.

Malato è chi reagisce con coltellate davanti ad un bacio tra esseri umani. Naturale è toccare, appagare e amare la persona che si desidera più d’ogni altra, una normalità che DEVE essere normalizzata anche nel nostro sistema legislativo, tanto prodigo a voler regolarizzare altri aspetti della nostra vita intima, come la quantità di sofferenza opportuna per un “giusto” aborto o la morte di una figlia.

Tal senso comune italiano, alimentato guarda caso da una Chiesa che istituzionalmente condanna omosessualità e qualsiasi contraccezione che vada oltre la castità o il segno di croce, è terreno fertile per strumentalizzazioni, non ultima quella della B di BOFFO, che si è visto delegittimare per una non così velata insinuazione d’omosessualità, come se andare a letto con una XX (cromosomicamente parlando, non per nasconder insulti) sia discrimine  per la propria professionalità, ma questa è un’altra storia.

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