Incisione

Un po’ mi preoccupo: vado in stampa per 8 ore e mi ritrovo come se mi avessero passata al frullatore insieme a dell’inchiostro e del solvente. Il bollettino di guerra recita due tagli da sgorbia, uno lieve e fastidioso, l’altro dovuto al caffè non ancora ingerito fa un male cane ed è bello incerottato. Il cerotto è grigio, grigio inchiostro lavato ma che non va via, così come le nocche della mano sinistra e un po’ di braccia qua e là: non che non mi lavi, ma la pasta lavamani a volte non riesce a fare totalmente il suo dovere e il sapone di marsiglia sarà delicato, ma. In più ho portato tutto il giorno gli shorts al contrario, senza accorgermene minimamente. Non ce n’è quando sono in studio ho la testa solo sulle matrici ed è la sensazione più soddisfacente dell’universo.

Ho scoperto l’incisione a gennaio, grazie al quella grandissima artista, mujer ed insegnante che risponde al nome di Pilar Dominguez: dalle prime battute non sono più riuscita a farne a meno ed il risultato è la stanchezza sbadata e felice di questa sera.

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