pausa pausa, ritmo lento.

L’estate oggi ha regalato a Milano una giornata di vento confuso e cielo azzurro, dei più saturi. Un pomeriggio vissuto soffuso, a sbirciare l’esterno dal balcone del mio studiolo di periferia inoltrata, che ha dimostrato quanto possa esser facile decidere di partire insieme per chi fermo non ci sa stare.

E allora che autunno nuovamente zingaro sia, mentre sono in attesa di risposte per un master e di apparizioni divine per il resto del mio futuro. Precarietà, in nome tuo, ogni cosa.

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