Rivolte e copertine

Nuovi arrivi oggi direttamente da Amazon: How to make books di Esther  K. Smith, uno dei migliori manuali per libri d.i.y. in circolazione (l’ho già sfogliato tutto garantisco) e Les temps des émeutes di Alain Bertho, docente di Antropologia a Parigi. La traduzione del titolo sarebbe: “I tempi delle rivolte”, questione a cui Bertho sta dedicando le proprie ricerche ed un blog, Anthropologie du présent che, se sapete un po’ il francese, è stra-consigliato. La riflessione parte dalla guerriglia urbana del 2005 nelle banliues parigine, dal fumo, dalla rabbia, dalla frustrazione, guardando alla politica. Un po’ per caso, un po’ no, è stato il primo libro che ho deciso di comprare nel 2011: perché a fine 2010  mi sono trovata davanti, come molti, il 14 dicembre di Roma, mentre con la mente già pensavo al decennale del 21 luglio prossimo, a cosa fare (celebrare? andare? starsene a casa?) e ho deciso che, pur continuando ad agire, è arrivato il momento di fermarsi a capire cosa stia succedendo. Alcuni dei motivi per cui avvengono rivolte ad Atene, Londra, in Algeria o in Tunisia li conosco, sapendo cosa porta anche me in strada.  Chi fino ad ora li ha considerati episodi sparsi, non collegati, sbaglia. Voglio sapergli rispondere, vorrei potergli spiegare che stiamo cambiando qualcosa.

(Dal prossimo post promesso: niente politica e tanto D.I.Y.)

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