quel che ho

I più tumblr dipendenti di voi potranno immaginare quanti pomeriggi e quante mezzenotti ho passato a guardarmi foto di interni, in stile “svezia anni ’70” o DDR, desiderando una casa luminosa, con un sacco di bianco e dettagli di colore, desiderandola esattamente come se non potessi averla. Poi una sera, questa sera, mi preparo per andare a letto in casa dei miei genitori, che poi è casa mia quando non fuggo dagli affetti più cari, e trovo una stanza grande e bianca, con dettagli pastello, quadri e fotografie alle pareti, libri in ogni angolo, libri a reggere mensole-comodino, fiori secchie gomitoli di lana. Nel frattempo penso alle piastrelle del ’69 nel mio studio-laboratorio qui accanto, e realizzo che in realtà parte di quello che voglio ce l’ho già attorno, solo per l’abitudine mi scorreva sotto gli occhi invisibile.

Notare, le sfumature, le forme, raccogliere ciò che ho e tenerlo stretto, l’impegno per la prossima vita piena di cose da fare che comincia domani.

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