Parlando di mobile.

Questo post nasce da un interrogativo: “Esiste un termine italiano per indicare i mobile, quell’insieme magico di oggetti appesi, pronti a muoversi al minimo tocco?”

La risposta di un’amica, che ha stuzzicato un po’ di ricerca, è stata che no, mobile si dice mobile, dal nome proprio che Marcel Duchamp diede alle sculture cinetiche di Alexander Calder, per sottolinearne la peculiarità del movimento.

 

 Parte tutto da qui. Siamo negli anni ’30 e anche altri due artisti stanno sperimentando tra forme ed equilibrio: Man Ray e il caro, amatissimo, Bruno Munari, che le chiama Macchine Inutili.

Ottant’ anni dopo, i mobile sono diventati  oggetti quotidiani, nell’universo dei bambini (sposati dalla pedagogia Montessori)  e, oggi più che mai, di quello craft. Qui sotto una piccola selezione:

La Nique HOME

SwankyEgg Design

Little Doves Design

JF Jones

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