Piccole cose

La riflessione di questo post è stata innescata da una collezione di piccole cose. Il mio mondo, come quello di molte delle persone che creano cose con le mani, è fatto di oggetti che raccontano storie. E di momenti in cui fermarsi ad ascoltarle.

Lulu, Matchbox Art, by Satyrika

Ne sono affascinata da sempre, da quando “lucciole” non c’era ancora e io tra le mani non avevo ago e filo, ma una Canon AE-1 Program con un 50mm fisso. I dettagli sono la ricchezza maggiore, e non solo per un artigiano. Regalare o restituire un dettaglio è dire “mi importa”, è metterci un valore che esula dalla funzionalità, senza dimenticarla. È mettere in gioco la propria persona e personalità. È il fare dell’arte un mestiere, che è ciò che ho scelto e che mi riempie il cuore.

Scatole di fiammiferi stampate a mano, Tropèl.

Capita di leggere sempre più spesso del fare a mano, del mondo craft come risposta alla crisi economica. Di sentire promuovere a gran voce il futuro artigiano. Lo è davvero? È una tendenza o una soluzione? E se fosse una soluzione, lo sarebbe per Etsy, per chi già può permettersi di investire, o per chi parte da zero e dalla propria scrivania?

Che prezzo dare alla differenza tra passatempo e tempo pieno? Vale la pena?

 

Non sono domande retoriche, sono questioni a cui sto dedicando molti pensieri, perché il bivio che ho davanti, dopo tre anni di mani sporcate, riguarda proprio questo. E perché ho bisogno di riflettere, con i tempi della ricerca che più mi sono vicini, sui cambiamenti e sui movimenti che mi circondano, e di cui mi sento parte.

È il mondo dietro le piccole cose, che è fatto di favole, del romanticismo delle botteghe e delle riscoperte, ma anche di conti, di spazi di lavoro con riscaldamenti immaginari, di equilibrismi, economia sommersa  e lavoro precario.

Sono però sicura che la condivisione, di saperi, pratiche, consigli, o di un té caldo, quando nello spazio del mercatino fa un po’ freddo, sia uno strumento importante, tanto quanto le forbici giuste, per districarsi in questa nuova economia, di moneta e di relazioni.

E se da cosa nasce cosa, i dubbi e le parole qui sopra, per me, sono decisamente un seme da interrare.

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3 thoughts on “Piccole cose

  1. Complimenti, bellissimo post! :)
    io, che un lavoro fisso ce l’ho, ma che ormai mi ha portato via la spensieratezza nel creare, spero in un futuro di avere il coraggio di buttarmi e poter fare quello che fai tu!

    • Grazie mille Mara! In realtà non mi sento proprio un cuor di leone: non mi sono lanciata, sto scendendo piano piano e soffro pure di vertigini.
      È per questo che credo ce la si possa fare solo collaborando, ricreando quella rete sociale di aiuto reciproco, che prima era data dal condividere il cortile di casa, ora da una passione, da un mestiere, da una scelta di vita. :)

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